E' guidando una bici che puoi conoscere meglio i contorni di un luogo,poichè sudi sulle salite e le discendi a ruota libera.
In tal modo ricorderai come sono veramente,mentre con un automobile solo un'elevata altura t'impressionerà e non avrai l'accurato ricordo del territorio che hai attraversato come quello ottenuto guidando con la bicicletta.

Ernest Hemingway

domenica 29 maggio 2011

La celeste

Novità di qualche giorno fà è stato il rientro della celeste.
Tubazioni e forcella in acciaio ma purtroppo penso che dovrò sostituire la forcella,in quanto estimatore
delle randonnee e tale bici nasce per questo progetto,mi impedisce di montare coperture da 25.
Contrariamente al posteriore un ampio passaggio.
Quando mi sono messo in testa le randonnee,leggendo 
i vari blog dedicati,avevo letto che il materiale più indicato per svolgere questa disciplina fosse l'acciaio.Detto fatto mi sono messo alla ricerca di un telaio in acciaio,ma lo volevo di un artigiano italiano.Tra i vari Rossin ,Scapin,De Rosa,Brazzo ai più blasonati Colnago e Pinarello.
Mi capita involontariamente di finire su un noto sito di annunci vendita e rimango colpito da questo telaio.Tramite internet mi informo sulle caratteristiche di questo telaio e mi imbatto sul sito Basso dove trovo la nuova Viper vintage.
E' mia.
Contatto il gentilissimo Massimo di Roma,proprietario del suddetto telaio, che nel giro di pochi giorni mi fa arrivare il telaio.
Accordato con il mio "si vende"la mandiamo a verniciare da un noto verniciatore di Bergamo nonchè
verniciatore ufficiale di marchi blasonati.
Il risultato è questo.
Ora senza fretta provvederò al montaggio, ma mancano ancora alcuni pezzi al capezzale,ma  arriveranno.




Caldirola

Detto fatto:Caldirola
Avevamo già deciso in settimana io e l'Amico Stefano,si A maiuscola non è un errore ma è voluto perchè se lo merita nonostante ogni tanto lo prenda in giro,che oggi la tappa sarebbe stata Caldirola.
Decisione unanime perchè si svolge il campionato di downhill a livello regionale valido per la qualificazione ai nazionali.
8,45 Viguzzolo in perfetto orario in più c'è Mamo,quindi i gregari siamo 3 per il capitano Lory.
Si procede "tranquilli"sapendo ciò che ci aspetta e come sempre arrivati a San Sebastiano pausa caffè.
Si riparte la complicità della bellissima giornata di sole associato ad una leggera brezza dovuta alle pioggie dei giorni scorsi,i discorsi che si susseguono,non ti fanno rendere conto che stai macinando chilometri e ti accorgi di essere ai piedi della salita solo perchè dal falsopiano quasi continuo,la strada si inerpica con un gioioso e festante 11%.
Un paio di tornanti ed il Mamo,per impegni, ci lascia e prende la via del rientro.
Si prosegue in tre : i due gregari e l'inossidabile capitano che dirige con sapienza e bacchetta.
Arrivati a Caldirola (paese)ci fermiamo per una breve sosta idrica.Rimontiamo in sella per gli ultimi 2 chilometri ed arriviamo al villaggio La Gioia.
Trecento metri prima,le auto vengono fatte deviare nel parcheggio ed abbiamo la strada tutta per noi.
Fatta la curva a destra si entra nel piazzale e ci si trova immersi in un mare di mtb di tutti i colori di tutte le forme(geometrie)dalle marche più note alle artigianali ma la cosa che gradisco di più,essendo le 11,30 e dopo la salita ,è quel profumo inebriante di carne alla griglia che con un boccale di birra fresca mi fa pensare al mitico Homer Simpson che sogna la birra.
Sosta di 20 minuti,saluto Stefano e la Lory che rientreranno solo nel pomeriggio e mi avvio al rientro.
Rientro piacevole,e non avendo orari da rispettare me la prendo comoda e mi guardo in giro ammirando le colline che mi circondano.
Ore 12,45 sono a casa chilometri 84e come di consuetudine Grazie ragazzi della bellissima gionata.
   


domenica 22 maggio 2011

Un po del giro dell'appennino

In settimana cercando un deplian,mi capita fra le mani un vecchio opuscolo de"Le strade di Fausto e Serse Coppi".Sfogliandolo mi viene voglia di ripercorrerlo.I percorsi erano 3:
La loro terra di 80 km,Un po della mitica Milano Sanremo di 90km e per finire Un po del giro dell'appennino di 131km.
Ok si è deciso vada per il terzo ma con una variante:lo faccio al contrario.
Partenza direzione Garbagna si passa il tunnel e si arriva in Val Borbera.Si svolta a sinistra direzione Cabella ma prima al bivio;non ci si può sbagliare perchè è quasi d'obbligo la fermata al bar per un caffè ed è proprio il bar a far da bivio si svolta a destra per Roccaforte.
Si entra subito in un paesino, se non sbaglio Astrata,e sembra di entrare in un altro mondo.Silenzio e traffico solo pedonale.Mentre esco mi passano in fila indiana 3 ciclisti che sembra debbano andare ad una sfilata di moda. i cosidetti "fighetti"che naturalmente al mio saluto non rispondono se non con un occhiata come per dire che,da alcuni anni  è una consuetudine,se non hai una bicicletta da 5/6mila euro non sei nessuno.Che belli i tempi che che quando incrociavi o ti passava qualcuno non era una festa ma quasi e se eri nella stessa direzione ci si aspettava magari solo per dire due parole e poi proseguire ognuno per la sua strada ma salutandosi.Proseguo al bivio tengo la destra e poi ancora dopo 100 metri ancora bivio a destra.
La salita è regolare sul 6% fino alla fontana km 50,6, meravigliosa fontana e nel  posto forse più indicato,perchè da li la strada si inerpica con maggior pendenza.Riempio le borracce e riparto al mio passo e dopo circa un km in lontananza vedo dei ciclisti che salgono a zig-zag e penso che deve essere duro quel tratto ma guardo il garmin e segna stessa velocità e stessa pendenza.Li ho quasi raggiunti e mi accorgo che sono i "fighetti" da qui si chiude la vena,come si suol dire,ma proseguo senza aumentare li passo e l'istinto sarebbe quello di tirare diritto, ma l'educazione è un altra cosa non in possesso di tutti.Li saluto e me ne vado anche se ho una bici (la francesina) che ha ormai 10 anni e come valore è solo più affettivo ma quello che conta sono le gambe.
Arrivato in cima devo fare una foto, il paesaggio è meraviglioso ma non posso dire la stessa cosa della discesa.La strada e bella la discesa è molto tecnica ma ad ogni curva molto sporco,nel senso di ghiaietto,e la maggior parte presenta buche.
Si arriva ad Arquata ,si prosegue per Serravalle con i suoi interminabili "drittoni" ed il traffico intenso,pensando che solo alcuni minuti prima eri immerso nella quiete, quindi Tortona e si arriva a casa km 105

sabato 14 maggio 2011

Giarolo

L'effetto giro d'Italia si fà sentire e la voglia di prendere la bici è talmente forte che non vedi l'ora che arrivi il sabato,per me non lavorativo.
Le previsioni non davano tempo bello,ma non davano nemmeno acqua.
Ore 7 suona la sveglia,si aprono le finestre e...........SOLE.
Colazione con moglie incorporata,gli si "tira"fuori il fuoristrada e va a lavorare,la figlia è già uscita per prendere il treno per andare a scuola ed il figlio dorme,chissà a che ora è arrivato stanotte.Ed io......?
Prendo la rossa.Oggi avrei voglia di andare fino a Caldirola.
Si parte prima destinazione San Sebastiano,che è il fulcro per una buona parte di tragitti.
Passato San Sebastiano ed arrivato a Fabbrica mi viene da pensare di svoltare a sinistra fare Pareto e scendere a Varzi ,ma dovrebbe essere in programma per domani con gli amici di sempre,quindi diritto.
A Molino iniziano i tornanti,il garmin segna 9/10 % fino ad arrivare al 13% ma va tutto bene fino al rettilineo del campeggio,quando mi alzo sui pedali e mi risiedo subito.Una leggera fitta al ginocchio sinistro che invece di scemare aumenta .
Cambio programma.Essendo che non ho ancora passato il bivio per il Giarolo devio a destra.
A confronto di Caldirola ,Giarolo sale con pendenze più dolci,ma soprattutto ha punti in cui puoi "respirare".Scelta che si è rivelata azzeccata.
Infatti dopo alcuni chilometri il dolore al ginocchio è solo un ricordo.Al bivio di Giarolo a destra e si ritorna a San Sebastiano passando da Montacuto con un leggero vento a favore che più che piacere non fa.I chilometri sono 77,stanchezza poca, soddisfazione molta,rimpianto quasi nullo.
Tanto Caldirola è sempre li,e per che no magari anche in compagnia.......sempre che mi aspettino.


sabato 7 maggio 2011

Lomellina

Finalmente sabato,finalmente bici e perchè no,finalmente giro d'Italia.
Questa settimana non posso lamentarmi sono riuscito ad usare la rossa per ben 3 volte e quindi oggi si usa la francesina visto che è destinata ad effettuare percorsi sopra i 100km,in attesa che rientri la celeste.Pensandoci bene è dai primi di febbraio che è partita e non è ancora rientrata:sarà utile che mi faccia sentire.
Pronto a  partire speriamo che vada tutto bene.L'ultima volta che avevo usato la francesina avevo bucato ben 3 volte.Però quella volta sull'anteriore(la pecora nera)era montata la ruota di scorta,visto che la Dt era a far sostituire il cerchio in quanto difettato.
Tragitto di oggi:Pontecurone,Valenza,Casale M.to,Stroppiana per far poi ritorno attraverso la Lomellina,quindi Candia L.na,Breme,Mede,Isola S.A.e rientro a casa.
Mi sembrava di essere su un biliardo talmente era pianeggiante,ma oggi va bene,anzi benissimo cosi.
E domani .......mi sa che resteranno entrambi nel garage e mi vado a vedere il passaggio del "giro" visto che passa proprio dal mio paese.

domenica 1 maggio 2011

Dernice

Ore 7,30 si aprono le finestre:sole ed un leggero e fresco venticello.Perfetto
Attendo la chiamata e  mentre faccio colazione arriva un sms:Viguzzolo ore 9.30.
Stefano e la Lory partono prima e mi vengono incontro ,formato il terzetto destinazione San Sebastiano per il caffè.Si riparte ed abbiamo deciso si va a Dernice .
In questa settimana le piogge hanno reso l'aria molto più respirabile,ma non per quanto riguarda lo smog, ma per le allergie,infatti mi sento molto bene ed anche Stefano,allergico anche lui,va molto meglio.Ed è questo sentirmi bene che mi fa continuare a tenere il "padellone"a salita iniziata,tanto al tratto duro lo tolgo.
Al tratto duro l'arrivo di una vettura in senso contrario e la mia posizione in doppia fila all'esterno,mi costringe ad accelerare per togliermi da questa posizione scomoda e di conseguenza prendo il "giro" di pedali che mi invoglia a continuare cosi.In 20 anni che vado in bici ed essendo Dernice tappa molto frequentata dai ciclisti non sono mai arrivato in cima con il "padellone".
In cima sosta idrica e decisione per il rientro da Garbagna.
Discesa molto brutta per quanto riguarda il primo pezzo,poi migliora ma per tutto il tragitto in discesa molto sporco,sicuramente dovuto alle piogge.
Si rientra a velocità di "crociera"
Arrivati a Viguzzolo i saluti di rito ed anche questa domenica di"corsa"è passata.
Come sempre un grazie a Stefano e alla Lory per il bel giro e soprattutto la bella compagnia.