E' guidando una bici che puoi conoscere meglio i contorni di un luogo,poichè sudi sulle salite e le discendi a ruota libera.
In tal modo ricorderai come sono veramente,mentre con un automobile solo un'elevata altura t'impressionerà e non avrai l'accurato ricordo del territorio che hai attraversato come quello ottenuto guidando con la bicicletta.

Ernest Hemingway

mercoledì 28 settembre 2011

Notturna

Per la seconda volta riesco ad uscire all'imbrunire e tornare col buio.
Un' esperienza che avrei voluto fare prima,ma c'è sempre stato un qualcosa che mi ha intralciato.
Ora complice l'arrivo dell'autunno ,le giornate che si accorciano è quasi d'obbligo l'uscita serale che diventa notturna.Confesso che mercoledì scorso,prima uscita,l'idea non è che mi esaltasse però la voglia di pedalare era tanta ,e cosi ore 18,30 si parte.
Opto per San Sebastiano,essendo la strada più ampia e,vedi l'ora,il traffico scarso.L'andata scorre tranquilla ,incrocio "colleghi"che mi guardano un po'basiti e il loro sguardo sembra dire:ma dove vai a quest'ora.Arrivato alla meta,è ora di accendere le luminarie.Prima infiliamo le bretelle rifrangente ,poi colleghiamo la luce anteriore,una Bush e Muller lumotec a led,accendiamo in modalità fissa la luce posteriore sul reggisella e in modalità lampeggiante i due led montati sul manubrio al posto dei tappi.
L'idea di essere solo comportava una sensazione strana,una miscela di brividi e adrenalina che col passare dei chilometri lascia spazio solo a quest ultima.
Mentre sono assorto nei miei pensieri mi accorgo che una vettura dietro di me procede lentamente quasi mi seguisse,ed infatti mi si affianca e con la coda dell'occhio leggo:Polizia Municipale in bella mostra sulle portiere.Mi giro e vedo l'agente con un leggero sorriso che mi guarda  alza il pollice e prosegue la sua corsa.
Sono ormai le 20,30 è buio pesto e sono arrivato a casa,una seconda uscita che  mi accresce nella persona che nella tecnica 

sabato 24 settembre 2011

Valico di San Fermo

Sfogliando l'atlante del TCI,anche se datato,dove ho riportato tutti i colli facente parte de "Valichi stradali d'Italia"scritto da Georges Rossini nonché segretario e presidente onorario dell'associazioneU.I.C. di cui faccio parte,alla ricerca di un percorso da fare mi sono imbattuto in un colle che non avevo ancora fatto.
Ed allora giù a programmare un percorso ad anello,non mi piace ripercorrere la stessa strada.
Già mercoledi' ho avuto la soddisfazione di percorrere il tragitto che porta a San Sebastiano in notturna ,ed oggi la soddisfazione di aggiungere un altro colle.
Partenza direzione Garbagna,superato il tunnel (Passo Crocetta)si piomba in Val Borbera.
Valico di San Fermo 1129m
Discesa molto tecnica e le condizioni del manto stradale la rendono anche veloce fino al bivio di Vobbia.A destra e per mio errore mi trovo ad affrontare la salita di Costa Salata che non avevo considerato ma ormai ci siamo e togliendo un dente arriviamo in cima.
Discesa veloce e si arriva a Rocchetta ma il bar è chiuso.Proseguo e mi fermo per un meritatissimo caffè e perchè no anche un gelato,a Cantalupo.Dieci minuti di sosta e si riparte svincolo a destra ed inizio l'ultima salita della giornata:Dernice.Più avanzo e più si scorge il Giarolo che fa presagire nulla di buono.Il cielo è grigio tendente al nero e avanzando l'aria si fa più fresca.Fino a Dernice nulla ma in discesa scendono alcune gocce e a San Sebastiano sono solo un ricordo.
Finalmente si punta verso casa e di salite non ve ne sono più,anche se però dopo le quattro salite effettuate ed il chilometraggio che al momento è di 100chilometri,il più basso dei cavalcavia fà male.
Le gambe girano piano e mi portano ad accorciare il tragitto cosi con rammarico mi ritrovo ad essere arrivato a 129 km ed un totale da gennaio di 4999 km.
Festa rimandata alla prossima uscita ma con enorme soddisfazione.  

sabato 17 settembre 2011

Valle Staffora

Metti una giornata di sole,dato che domani danno pioggia,metti che è il penultimo giorno di ferie e nessun orario da rispettare,il tutto amalgamato in un bel giro(secondo in settimana)in tripla cifra.
L'intenzione era di fare un giro un po' più lungo con una maggiore altimetria,ma la testa comanda e le gambe...........non rispondono come dovrebbero.
Si cambia programma.Essendo Varzi meta di entrambi i percorsi, una volta uscito dal paese ed arrivato al bivio,sinistra Passo Penice,destra Passo del Brallo,svolto a destra proseguo per un paio di chilometri ed appena la strada inizia a salire svolto a destra seguendo indicazione Passo Giovà.
Dopo Casanova prendo a sinistra seguendo l'indicazione per Pianostano,punto d'inizio della salita vera e propria,preceduta da un piacevole tratto in leggera salita nel fondovalle fresco ed ombreggiato, ma prima di Fego lascio sulla destra il bivio per il Passo Giovà.
A Pianostano svolto a sinistra e la salita inizia a farsi sentire,il garmin segna 10/11 % costante,il manto stradale non è dei migliori anzi,ma d'altronde è il bello delle classiche stradine di montagna, rovinate dalle intemperie invernali.
Dopo una piccola cappella inserita nella roccia si trova una meravigliosa fontana dove l'acqua,forse per il caldo,forse per la salita è il premio più ambito e sospirato.
Si arriva a Cencerate ed alla fine del paese ci si trova a fare una scelta, da parte mia già presa:primo svincolo a destra cima Colletta ,Passo Giovà monte Lesima con un drittone iniziale al 13% per 350 m circa ma  questa strada mi ricorda anche che il susseguirsi è una stradina stretta tortuosa e ombreggiata,sembra quasi di entrare in una galleria e al posto del desolato muro splendide piante.
Secondo svincolo,una decina di metri più avanti svincolo a destra per Passo Brallo e la mia scelta ricade su questa.
La strada continua a salire ma non più come prima fino a Barostro da qui fino a Bratello è un susseguirsi di saliscendi,più scendi che sali e si arriva a Passo Brallo.
Rotonda a sinistra direzione Varzi ,la strada scende ma non è una discesa veloce.
Mi fermo a Varzi per una breve pausa ed agognato e meritato caffè seduto su una "cadrega" di quelle,come è di moda dire oggi "vintage",quelle dei bar intrecciate in plastica,che portano ai ricordi di gioventu.
E' giunta l'ora di puntare verso casa ripercorrendo la stessa strada fino a Molino del Conte,e invece di svoltare per S.Ponzo rimango sulla statale che dato l'ora è priva di traffico.
Mentre faccio ritorno il pensiero mi porta quelle stradine appena lasciate immerse nel silenzio che assomigliano a luoghi dimenticati.

lunedì 12 settembre 2011

Il ritorno

Le ferie sono quasi terminate e dopo uno stacco senza ciclo in quel di Livigno,anche se sembra un controsenso,oggi si riprende, e si riprende alla grande con un bel giro in terza cifra e con un po' di salita 
Per essere sincero ho fatto anche un giro in Valle D'Aosta con la bici al seguito ed ho messo nel carniere la salita di Breuil-Cervinia e Passo di San Carlo,purtroppo non documentabili per dimenticanza garmin.
La direzione iniziale è Garbagna per poi oltre passarla e arrivare in Val Borbera.Un buon caffè in quel di Pertuso e da qui si inizia a salire verso Pallavicino e poi Giarolo.
In discesa fino quasi a Fabbrica Curone per poi svoltare a destra verso verso Castellaro di Varzi.
Dal centro si svolta sinistra e dopo ancora un paio di rampe si arriva in picchiata su Varzi
Da Varzi tutta statale fino a casa per la modica cifra di 105 chilometri ed un bel pacco di soddisfazione.