E' guidando una bici che puoi conoscere meglio i contorni di un luogo,poichè sudi sulle salite e le discendi a ruota libera.
In tal modo ricorderai come sono veramente,mentre con un automobile solo un'elevata altura t'impressionerà e non avrai l'accurato ricordo del territorio che hai attraversato come quello ottenuto guidando con la bicicletta.

Ernest Hemingway

giovedì 29 agosto 2013

A dose of luck

Ne facevo proprio a meno.
Quasi un anno fa si interruppe la mia stagione ciclistica e quest'anno quasi uguale.
Per la serie la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo.e soprattutto vede me.
Sinceramente ne ho quasi abbastanza,due giorni alle ferie,i progetti fatti saltati.

Ps- se qualcuno ha qualche dose di fortuna o anche solo una bustina me la faccia avere GRAZIE


sabato 17 agosto 2013

Le 4 province

Venerdì mattina ore 6,30,penso sia una gran giornata,almeno per le intenzioni.
Io che raramente ho passato i 120 chilometri tranne un paio di volte in diversi anni,mi sono reso conto che il primo sabato d'agosto ne ho percorsi 130 con 4127m di aumento quota,sabato scorso ne ho percorsi 144 con 1475m di aumento quota,in settimana ho fatto 80 km e li ho volati via(si fa per dire)ed oggi il dilemma è cosa fare?
Intanto arriviamo al Penice e causa casino di auto moto e ciclisti tiro diritto e scendo a Bobbio,ed anche qui,causa mercato e vari storditi al volante tiriamo diritto,quindi prima fermata a Ponte Organasco che coincide anche con la scelta del percorso da fare.Al bar faccio la conoscenza di una coppia della provincia di Milano che con le loro mountain bike con relativi borsoni laterali sono diretti in Toscana per le ferie ed hanno come prima meta Chiavari,shapò.
Dopo Ponte Organasco
Telefonata alla consorte e la decisione è fatta:proviamo il lungo.
Strada che sale,ma le pendenze sono le classiche della Liguria non troppo elevate ma costanti e in alternanza a discese,in poche parole strada priva di pianura,con paesaggi stupendi ed un asfalto da complimenti.Arrivato a Busalla mi fermo per la seconda sosta,e perchè no,visto che la maggior parte dei bar sono chiusi,acqua ne ho,dimenticavo ottima fontana a Ponte Trebbia,mi fermo per un bel gelato,anzi un ottimo gelato artigianale.
Riprendo il cammino e l'ultima sosta la voglio fare ad Arquata,non per altro ma per vedere il negozio de la bici tanto anche se chiuso la visuale delle vetrine è ottimo.Serravalle,Cassano Tortona e qui si spegne la lampadina ,non ne ho più, a 10 km da casa devo affrontare due cavalcaferrovia che mi sembrano salite infinite e la visione della statua di don Orione mi dice che gli ultimi chilometri sono tutti in piano.
Il garmin segna 203km e 2110 m di aumento quota,quello che non segna sono le emozioni che questo giro e questa passione per la bicicletta mi ha dato,ora il pensiero va alla prossima.

domenica 11 agosto 2013

Un po' del giro dell'appennino

Si dice che aumentando le cose gradualmente non ci si accorge,in questo caso dei chilometri,della fatica.
Sinceramente non sono d'accordo con questa teoria , e ne ho avuto la riprova ieri con il percorso fatto, purtroppo non dimostrabile per un mio errore di inserimento dati nel garmin.
Partito da casa a metà strada per Tortona guarda chi ti incontro ,il mio amicone Stefano che gira indietro e a conoscenza del giro che voglio fare mi accompagna per un bel tratto ma non prima di fermarci a prendere un caffè.Nel post precedente mi sono dimenticato di mettere una nota dolente:nel venirmi a vedere mentre scalavo la "Rampina" nella ciclostorica La mitica il Mamo,causa una scivolata, si è fratturato l' omero,con conseguenze di 40 gg di tutore e riabilitazione,ma è già li che scalpita per montare in sella.Passato Tortona e Serravalle al bivio di Gavi Stefano rientra passando per Arquata mentre io vado a destra per Gavi che evito grazie ad una nuova rotonda che mi porta sulla strada per Voltaggio che abbandono per la salita della
Castagnola.Prima di arrivare in cima ,noto con dispiacere che il ristorante dove si faceva timbrare il road-book del brevetto "Le strade di Fausto e Serse Coppi" è chiuso,d'altronde è dal 2002 che non passo più da queste parti,proseguo ed arrivo in cima,foto e via in picchiata ,si fa per dire fino a Borgo Fornari dove allo stop rientro per Arquata.Strano ma vero statale per nulla trafficata,forse vedi l'orario,in compenso l'autostrada che passa a fianco e tutta "piena".Arrivato al semaforo di Arquata dove devo svoltare,fa angolo proprio un bar ed è quello che ci vuole una bella coca fresca e 10 minuti di relax che coincidono con la visione di un piccolo incidente di auto,ma nulla di grave meglio cosi.
Riprendiamo il cammino e fino alla chiesa di  Grondona e un "mangia e bevi"poi inizia la salita.Ho poca acqua in entrambe le borracce ma calcolo che dopo aver valicato c'e una fontana nei pressi del comune.Ed infatti arrivo alla fontana poso la bicicletta e trovo un amara sorpresa,la fontana è chiusa e  mi viene in mente che proprio quando hai bisogno di una cosa e quella viene a mancare pensi solo a quello ,pazienza mi ricordo che più giù c'è un altra fontana quindi un altro piccolo sforzo di 6 chilometri  per lo più in discesa.Arrivo alla fontana ed altra tegola,fontana chiusa e qui mi sovviene l'immagine di due persone nel deserto che si sostengono a vicenda per non crollare ed hanno sete,un po' esagerato anche perchè fra tre chilometri sono a Roccaforte e li la fontana c'è,si c'è ma hanno messo il cartello di acqua non potabile.Nel frattempo chiedo ad un passante che mi dice di andare in piazza che dietro al monumento un po' nascosta c'è una fontana,non è fresca come la in cima ma va bene lo stesso.Cinque minuti seduto sulla panchina e riprendo fino a Pertuso dove devo "farmi"un altra coca fresca,e non è l'ultima,un po' di salita e poi discesa fino a Persi dove passo il centro per un centinaio di metri e svolto a destra per Garbagna dove mi aspetta l'ultima asperità di giornata ,la più facile ma dopo 110 chilometri mi sembra la più dura e la più calda,ed il momento in cui entro nella galleria mi sembra di entrare in un frigo,sollievo che dura poco ma fa piacere.
Terza ed ultima coca a Palazzo poi a casa con enorme soddisfazione ma con immensa stanchezza alla fine i chilometri sono 145 ed ho già in mente di superarli la prossima settimana,ma la testa ordina e il fisico sarà in grado di eseguire,si vedrà.

domenica 4 agosto 2013

Summary

Ebbene si ,sono tornato.
Non ero in ferie purtroppo,era il mio ed unico neurone che si è dato una pausa.
In questo mese di "giretti" ne ho fatti,dal fioretto fatto a Paolo amico di tante merende che manca già all'appello da due anni,ai piccoli giretti improvvisati con tanto di "pochi chilometri e niente salita"che poi si trasformano in 60 chilometri e molta salita il tutto dopo una giornata di lavoro,al "oggi giro non troppo lungo fa caldo ed alla fine i chilometri sono più di cento con tre passi
Bivio Penice-Brallo
montani,Passo Penice,Scaparina,eBrallo.
Più o meno il resoconto molto abbreviato del mese è questo,ma voglio raccontarvi del giro di ieri.
Partenza da Pontecurone quasi col fresco,erano le 7;30,oggi mi è andata bene ,essendo mia figlia a casa il cane l'ho porta in giro lei,direzione Varzi passando da Salice,cioè dalla parallela fino a San Ponzo poi mi unisco alla statale e proseguo passando Varzi.Al bivio Penice-Brallo a destra per il Brallo,l'idea era arrivare al Brallo fare Cima colletta, Passo Giovà,e rientrare da Santa Margherita,ma più avanzavo e più mi veniva voglia di cambiare,e cosi  al bivio cambio programma.
A destra per Santa Margherita,passato l'abitato di nuovo a destra sul ponte e subito a sinistra.La strada inizia a salire dopo circa un chilometro lascio a destra il bivio per il Giovà e proseguo per Pianostano-Cencerate.Mai più cambiamento fu più azzeccato,la strada sale ma senza impennate ma la cosa che conta di più la temperatura mai sopra i 23 gradi che spettacolo,in certi punti sembra quasi una strada dimenticata,la classica strada di montagna dove il pensiero ti porta a dire"se mi succede qualcosa non mi trovano più".Pianostano bivio a sinistra per Cencerate la
Bivio Pianostano
pendenza aumenta ed inizia a farsi sentire siamo in doppia cifra,e dopo un chilometro dopo una cappella inserita nella roccia una magica fontana,quello che ci voleva.Quasi alla fine di Cencerate si trovano in susseguirsi due bivii,il primo che indica Cima Colletta ed il secondo a distanza di dieci metri Passo Brallo entrambi a destra.Il mio è il primo per Cima Colletta svolto e mi ritrovo un
Cappella
300 metri al 12%

rettilineo di 300 metri al 12%,ma lo ricordavo quindi con calma si sale tanto dopo la curva la strada "spiana"all'8/9% ed è questa la pendenza tranne qualche tratto a cui si attesta,ma il bello è il paesaggio sembra di essere dentro ad una galleria di piante dove il sole filtra solo in sporadiche finestre

create dai rami,dove a terra si trovano foglie ingiallite e sembra di vedere una cartolina autunnale,abbasso gli occhi e stento a crederci, la temperatura è di 19,7 gradi.

Cartolina autunnale
Arrivo al bivio,ma prima un altra fontana,e svolto a destra incrocio altri ciclisti(3)ma prima di arrivare al Giovà penso bene di forare la gomma davanti,e mentre penso a dove fermarmi per cambiare la camera d'aria mi appare una fotografia:il rubinetto della bomboletta a casa sulla scrivania...NOOOOO.

In tutto il tragitto,sino ad ora erano 71chilometri ho trovato solo 3 ciclisti,intanto cambiamo la camera poi si vedrà.Il tutto con estrema calma tanto per ora non si vede nessuno come per gli altri 25 minuti ed inizio a pensare al peggio,Ma ecco dopo la curva arrivare il mio salvatore.un ragazzo della Pedale Godiaschese (GRAZIE) a cui chiedo se ha una pompetta ho un rubinetto per la bombola.Due minuti e si risale in bici per l'ultimo tratto di salita che mi porta a Capannette di Pey.
Sosta al ristorante con dei mini panini e salame(FANTASTICI) il tutto di produzione propria, una coca e per finire un caffè.Si riparte in discesa fino a Cabella,l'aria non è calda è bollente e penso se allìaltezza di 650 m è cosi come possa essere più giù,ma per fortuna mi sbagliavo,caldo si ma accettabile.Dopo Cabella inserisco il padellone ed un altra tegola si abbatte : mi sono dimenticato di mettere sotto carica la batteria del cambio e cosi il deragliatore è inutilizzabile pazienza salvo le gambe in previsione dell'ultima salita ,il tunnel di Garbagna che passo agevolmente come l' arrivo a casa nonostante il caldo.